21/03/2010

Questi gli disse di punto in bianco

Un giorno, essendo Spinello a lavorare sulle impalcature del Duomo, in
compagnia di mastro Jacopo, questi gli disse di punto in bianco:

--Ragazzo mio,  tempo che tu voli da te.

--Volare da me!--esclam il giovine levando gli occhi dal muro, per
guardare il maestro.--Che intendete di dire?

--Mi sembra di parlar chiaro;--ripigli mastro Jacopo.--Il tuo ingegno
ha messe le penne maestre; puoi volare senza aiuto di chicchessia.

Spinello si fece rosso, chin la fronte e rispose:

--Maestro, al fianco vostro ho un cuor da leone. Ma da solo! Ci
pensate voi! Non mi avverr egli d fare come quell'Icaro di Creta,
che perse le penne e and a sommergersi in mare?

--Vedete la modestia, che  andata a stare ad uscio e bottega coi
giovani!--grid mastro Jacopo, ridendo.--Ma sia pur giusto il paragone
che tu fai delle tue ali con quelle d'Icaro. Nessuno ti dice che tu
abbia a discostarti dal tuo maestro, dal tuo secondo padre. Lavorerai
sotto i miei occhi, se Dio vuole, e baderai sempre ai miei consigli.
Hai risolutezza di mano e buon giudizio per fare da te. Vuoi? C' da
dipingere, nella cappella qui presso, un Miracolo di san Donato.
L'opera  di grande rilievo, perch il santo  qui in casa sua; ma ho
fede che te la caverai con onore.

--Maestro, e se mi fallisse la prova? Vorranno poi i massari della
chiesa commettere a me un'opera di tanta importanza?

--Non lo sapranno che poi;--rispose mastro Jacopo, dando un'alzata di
spalle.--E noi cancelleremo il dipinto, se non riescir secondo le
speranze che io ho concepite di te.--

Spinello tuttavia esitava.

--Bell'ardire!--esclam mastro Jacopo,--Cos ami tu Fiordalisa?--

All'udire quelle parole, Spinello si scosse e il cuore gli diede un
balzo nel petto. Figuratevi! Era la prima volta che mastro Jacopo gli
parlava di sua figlia. E per la prima volta ne diceva abbastanza, non
vi pare?

--Ah maestro! maestro, che dite voi mai?--grid il giovine,
turbato.--Ho io bene inteso?--

Mastro Jacopo sorrise, come sanno sorridere i babbi, quando non hanno
nulla da rifiutarvi, o giovinotti innamorati.

--Se ho bene inteso io, fin dal primo giorno che sei entrato a
bottega,--rispose allora il vecchio pittore,--s certamente, tu mi hai
bene inteso quest'oggi.--

Spinello Spinelli rimase l, pallido dalla commozione, ansante, con
gli occhi imbambolati. Non poteva credere alla propria felicit.
Guardava il maestro, come se volesse leggere nel volto di lui la
conferma delle parole udite; poi guardava in aria, come se cercasse
un'immagine cara, che doveva trovarsi l, pronta alle sue invocazioni
amorose.

--Orbene, che hai?--disse mastro Jacopo.--Non sei contento?--

Spinello si abbandon sui gradini del trespolo che serviva a mastro
Jacopo per accostarsi alla vlta, e diede in uno scoppio di pianto.

--Animo, via! Che cos' questa ragazzata!--borbott mastro Jacopo.--Se
ti sentono di laggi!...

--Ah, lasciatemi piangere, maestro, padre mio, lasciatemi piangere.
Avere amato tanto tempo senza speranza!... Essere entrato da voi,
temendo che non mi accettaste come vostro scolaro!... Poi, essere
vissuto cos, accanto a voi, disperando di potervi dire un giorno....
di potervi confessare.... E sempre con la paura di sentirmi annunziare
da voi, o da altri di bottega, che madonna Fiordalisa era sposa....
Oh, maestro, maestro, vorrei che ci foste stato voi, nel mio caso!

--Eh, non dubitare, ci sono stato anch'io, _in diebus illis;_--rispose
mastro Jacopo.--Ci si passa tutti, o presto o tardi, per queste
benedette ansiet. Ma, come vedi, non era il caso di tremare. Si
pensava a te, mentre tu ti guastavi il sangue coi sospetti e con le
paure. E c' voluto che la fortuna venisse a cercarti lei; che il
babbo fosse il primo a parlare....

--Oh, padre mio, non dite ci, ve ne prego! Sapete pure che non
ardivo!

--Gi, tu non ardisci mai. Ma bada, ragazzo mio, la tua fortuna  a
questo patto. Tu farai il Miracolo di san Donato, e sar davvero....

--Un miracolo;--interruppe Spinello.--Ve lo prometto.

--Ci fo assegnamento. Ed ora, andiamo a casa, che qui s' fatto
abbastanza, per oggi.

--No, maestro, lasciatemi qui. Voglio pensare al mio soggetto.

--Qui? a cinquanta palmi da terra?

--Che importa? La mia testa  pi alta di mille miglia. Non sono io al
settimo cielo? Poi vedete, maestro, qui siamo nel Duomo vecchio.
Laggi--continu Spinello, accennando in basso, attraverso le
commessure del ponte,--laggi, presso la quarta colonna di destra, ho
veduto per la prima volta madonna Fiordaliso. Non sapevo chi fosse; ma
ne rimasi colpito. Andai quel giorno a nascondermi l, dietro quel
pilastro della navata di destra, per poterla vedere di profilo, senza
che ella si accorgesse di nulla. Che allegrezza fu quella, per i miei
occhi! E ogni festa, sapete, ogni festa, io la vedevo cos. Eravamo
nel giugno dell'anno scorso. Benedetto mese, che ne ha tante di feste!
Gli altri ne hanno meno, o non lo valgono. L'aspettavo all'ingresso,
avendo l'aria di guardare tutt'altro; poi me ne venivo laggi; anzi,
ricordo che fu quello un gran dolore per me.

--Sentiamo quest'altra!--esclam mastro Jacopo, ridendo.

--S,--riprese Spinello,--perch tutti i giovani d'Arezzo la
conoscevano come la bellissima tra le belle. Ahim, pensai, quanti non
si augureranno di piacerle al pari di me! E quanti non avranno ragione
a sperare di essere pi fortunati! Temevo, e il soverchio della paura
fa quello che mi diede le forze per muovere incontro a voi. Tremavo
come una foglia, ve ne ricordate? E quando poi, nella furia, commisi
l'errore di portarvi tutti i miei disegni, senza pensare li per li che
ce n'era uno....

--Gi, il ritratto della mia figliuola;--disse mastro Jacopo.--Oh,
l'ho veduto e riconosciuto alla bella prima, non dubitare. Come avrei
capito il resto, se non avessi indovinato il principio? Per altro,
bada, ragazzo mio; lasciando passare la faccenda del ritratto, io mi
ero proposto una certa cosa.

--Quale?

--Se questo ragazzo mi si svia,--continu mastro Jacopo,--se non mi
diventa un gran pittore, lo mando diritto a quel paese. Fortuna, per
te, che ti sei conservato un buon figliuolo ed hai risposto alla mia
fede. Dunque, siamo intesi, il miracolo sar fatto!

--Non temete, sar fatto. Lasciatemi qui, nel Duomo, a prendere
inspirazioni dal luogo. Mi sento una forza da leone. Ma ditemi,
maestro, il Miracolo di san Donato non  di aver fatto morire un
serpente che infestava il paese?

--Gi,  una semplice benedizione.

--Andate dunque, maestro; io penso al soggetto, e spero che, prima di
escire dal Duomo, mi sar venuta un'idea.--

Mastro Jacopo sorrise una seconda volta, fece a Spinello un cenno
amorevole con la mano e se ne and gi per la scala a piuoli.

Rimasto solo sull'impalcatura, Spinello Spinelli prese il lapis rosso
di Lamagna e incominci a segnare alcuni tratti sul cartone. Ma subito
dopo si ferm. Aveva il cervello in volta; pensava a madonna
Fiordalisa e alla possibilit, che per la prima volta gli arrideva, di
far sua quella divina creatura.

--Sarebbe stato meglio andar subito a casa,--pens egli,--e poi
mettermi a lavorare; mi sarei ispirato.--

Ma fatto appena quel ragionamento, trov che era sbagliato di pianta.

--No,--soggiunse egli,--bisogna anzitutto aver meritato di vederla. Se
mi vien fatto un bel partito, sar segno che l'avr meritato.--

Cos dicendo, si avanz verso l'orlo dell'impalcatura e volse
un'occhiata a quel punto della navata in cui per la prima volta aveva
veduto madonna Fiordalisa, gitt un bacio laggi, sulla punta delle
dita, e col bacio una ardente preghiera, una giaculatoria mentale. Era
la prima, di sicuro, che facesse nella casa di Dio il giuoco di
scendere, anzi che di salire.

Quindi, invasato dall'estro, si pose a lavoro con ansia quasi
febbrile. L'idea e la forma gli escivano insieme, nello stesso tocco
dal disegnatoio, che scorreva veloce sulla carta.

Spinello immagin il Santo nell'atto in cui muovendo incontro al
serpente, lo fulmina col gesto della mano destra, levata in alto,
mentre con l'altra sembra infonder coraggio ad una turba di cittadini
spaventati, quali gi volti in fuga, quali inginocchiati per invocare
il soccorso del cielo. Il Santo si vedeva ritto, in aria di persona
commossa, ma non vinta da timore, e la fralezza delle membra e la
soavit dell'aspetto in quella che facevano contrapposto all'orrida
fierezza del mostro, sembravano raffigurare l'alto concetto della
retta coscienza che sta salda innanzi ai maggiori pericoli, o della
fede in Dio che vince animosa ogni ostacolo. Il serpente, nella forma
delle zampe, delle fauci e dello scaglie ond'era protetto il suo
dorso, arieggiava i coccodrilli egiziani, nelle ali i favolosi
dragoni, che erano tanto in voga a quei tempi, per la leggenda
popolare di San Giorgio di Cappadocia. La mala bestia guardava
tuttavia il suo poco temibile avversario, e con le fauci aperte pareva
volesse ingoiarlo; ma gi il corpo si piegava, gli anelli del ventre
si contorcevano, le zampe spaventosamente unghiate si stendevano nello
spasimo e graffiavano l'aria. Era alcun che di terribile, a contrasto
col tranquillo atteggiamento dell'uomo miracoloso, dalla cui mano
levata intendevate essersi allora allora sprigionata la virt
fulminatrice.

--Ah, finalmente!--grid Spinello, appena gittati sulla carta i
contorni della sua composizione.--Non lo cancelleremo, questo quadro,
non lo cancelleremo!--

Poco stante, data l'ultima mano al disegno, ne fece un rotolo e
discese dal ponte.

--Cos tardi escite da lavoro?--gli chiese il sagrestano del Duomo,
vedendolo attraversare la navata di mezzo.--Ma che c'? Avete l'aria
di un uomo che ha ricevuta una lieta novella.

--Lieta, sicuramente;--rispose il giovane pittore.--Quantunque, a voi
forse non parrebbe tale.

--Se potr rallegrarmene per voi, perch non mi parr lieta? Ditela
su!--

Spinello si avvicin al prete, accost le labbra alla guancia di lui e
gli bisbigli all'orecchio:

--Prendo moglie.--

Il sagrestano si trasse indietro per guardare in volto Spinello; indi
batt le labbra, come un uomo che s'aspettasse tutt'altro, e che ad
ogni modo non vedesse una grande felicit nel settimo sacramento.

--Prendete moglie, Spinello?--esclam.--Siate felice. Per altro, avrei
creduto che, per voi, la moglie dell'artista dovesse esser qui.--

E col dito accennava la testa, dove abita madonna fantasia.

--No, v'ingannate;--rispose prontamente Spinello.--La moglie
dell'artista  qui.--

Ed accenn il cuore, dove sta di casa la passione.

--Avrete ragione;--disse il sagrestano, inchinandosi.--Purch non si
soffra, l dentro. Nel qual caso, addio arte!

Spinello pens che il povero prete non era fatto per intendere certe
cose, e, datagli una di quelle occhiate patetiche, le quali sembrano
dire tante cose, forse perch non ne dicono alcuna, infil la porta
del Duomo. Affrettava il passo, perch quel giorno era invitato a
desinare dal maestro, e l'ora, come si  detto, era tarda.

Fra pochi istanti avrebbe veduta madonna Fiordalisa. Ma come avrebbe
osato posar gli occhi su lei, dopo quel doloroso discorso di mastro
Jacopo? Fortunatamente, dalla tranquilla accoglienza che Fiordalisa
fece al futuro Apelle, gli fu agevole intendere che mastro Jacopo non
aveva creduto opportuno di dir nulla alla sua bella figliuola. E
Spinello gliene fu grato, perch, libero da ogni soggezione, avrebbe
potuto guardare in volto Fiordalisa, contemplarla a sua posta, e
pensare tra s con gioia infantile:--tu non sai, bambina, tu non sai
quel che so io; sarai mia, bella creatura, sarai mia; il pegno della
vittoria  l, in quel rotolo di carta, che io ho riposto su quel
canterano di noce.--

Mastro Jacopo, prima di mettersi e tavola, tir in disparte il
prediletto discepolo e gli disse:

--Orbene, t' venuta l'idea?

--S, maestro,  venuta.

--E ne sei contento?--

Spinello fece un cenno del capo, che voleva dire: cos cos; ma le sue
labbra si atteggiavano ad un malizioso sorriso.

--Ah, briccone!--esclam il vecchio pittore. Tu sei contento e non
--vuoi confessarlo. Fammi vedere il disegno.

--No, maestro, non ora. Se permettete, sar per domani. Non sono
ancora ben sicuro del mio concetto. Nell'ebbrezza del comporre, mi
parso bello; ma ora, pensando alla grandezza del premio,--e cos
dicendo Spinello volgeva gli occhi a Fiordalisa, il cui elegante
profilo si disegnava sul fondo luminoso della mensa apparecchiata,--ho
una gran paura di aver fatto un pasticcio. Aspettate domani. Intanto,
ci dormir su e poi vedr di ritoccarlo.

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